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La dietetica cinese

L’alimentazione cinese è una delle applicazioni della filosofia della medicina tradizionale cinese.

L’approccio che caratterizza questa disciplina fa sì che il benessere del corpo umano debba manifestarsi anche attraverso ciò che vi introduciamo, al fine di mantenere l’equilibrio che è alla base di esso.

Siamo ciò che mangiamo.

La dieta cinese, anche se è più corretto parlare di condotta alimentare, non è quindi un regime prescritto in seguito a particolari patologie o per perdere peso, ma riesce comunque a migliorare il benessere psicofisico perché si basa proprio sull’individuazione di elementi nutrienti per corpo e shen (aspetti psico-emotivi).

Non esistono cibi buoni o cattivi: tutti gli alimenti, se di buona qualità, sono in grado di apportare benefici. Non esiste, inoltre, una classifica dei cibi: l’alimentazione cinese adotta un approccio neutro, non gerarchico, che prende in considerazione la singola relazione tra l’individuo e gli alimenti.

Oggi vediamo quindi quali sono i fondamenti della dietetica cinese, e, cercando di trovare indicazioni di massima per una buona alimentazione di base che sostenga Qi, Sangue e Shen, quali sono gli alimenti più comuni in grado di apportare maggior beneficio, e come questi abbiano degli importanti effetti sul nostro organismo.

I principi

Quando si parla di alimentazione cinese è importante capire che il concetto di dieta non corrisponde a quello occidentale. I cibi vengono accuratamente scelti in base alle loro proprietà nutritive e al contributo chesono in grado di apportare all’organismo.

La medicina cinese poggia le proprie basi su una teoria filosofica di interpretazione del mondo e dell’uomo e l’alimentazione cinese non può essere compresa se non si fa riferimento a queste teorie.

YIN E YANG

Un alimento non è yin o yang in assoluto: esistono aspetti yin e yang differenti, perché si attribuisce caratteristica yin\yang in base all’aspetto che si prende in considerazione.

  • Gli aspetti nutrienti dei cibi che sono più yin degli aspetti di tonificazione o mobilizzazione
  • I cibi che rinfrescano (per esempio frutta e verdura, ma più in generale gli alimenti di natura termica fresca) sono più yin rispetto a quelli che riscaldano (per esempio spezie e carni bovine e ovine, ma più in generale gli alimenti con natura termica calda)
  • Gli animali che provengono dall’acqua sono più yin di quelli che si muovono sulla terra
  • Gli alimenti che contengono più liquidi sono più yin di quelli che non forniscono liquidi o che addirittura ne sottraggono (come cibi secchi e carni)
  • I vegetali che crescono sotto terra sono più yin di quelli che si sviluppano come parti aeree della pianta.

Esiste poi l’azione energetica di nutrire lo yin che è attribuita trasversalmente nelle categorie e non appartiene solo ad una categoria: anche se semi oleosi, latticini freschi e molluschi incarnano l’idea del nutrimento dello yin – e in generale frutta e verdura nutrono o almeno tutelano lo yin con i loro liquidi –  in ogni categoria possiamo trovare alimenti a supporto di questo aspetto.

IL QI

Il Qi è il soffio vitale che è presente in ogni essere vivente. Il suo ideogramma è rappresentato come un chicco di riso che si apre, con il vapore che fuoriesce in ascesa e rappresenta proprio il soffio vitale.

Il Qi è quindi presente non solo nell’uomo ma anche nell’alimento stesso, e l’incontro tra i due genera effetti sempre diversi anche se si tratta dello stesso alimento, poiché il ricevente ha caratteristiche diverse.

IL JING

Oltre al soffio vitale vero e proprio che è il Qi, l’alimentazione cinese pone attenzione anche al Jing, che rappresenta la freschezza e la capacità di cedere la propria vitalità ed è quindi presente, oltre che in tutti gli alimenti genuini, nel mondo vegetale in tutti i semi e nel mondo animale in quelle parti legate alla riproduzione (latte, uova) e ai molluschi con conchiglia.

Ognuno di noi è dotato di un Jing innato di partenza, che è destinato a consumarsi nel corso della vita, più o meno velocemente a seconda dello stile di vita. Con gli alimenti possiamo limitare il consumo del jing “innato” apportando all’organismo il jing acquisito dagli alimenti, che avrà un ruolo protettivo nei confronti dell’innato.

Il Jing presente negli alimenti diminuisce man mano che questo viene manipolato. Per questo gli alimenti industriali sono molto poveri di jing rispetto a quelli freschi.

Quando e cosa mangiare

Abbiamo quindi detto che l’equilibrio tra Yin e Yang è fondamentale. Ma Yin e Yang non rappresentano solo freddo e caldo, immobile e dinamico, ma anche notte e giorno.

Di conseguenza, bisogna mangiare principalmente durante la fase Yang, ossia quella che va dal risveglio al mezzogiorno.

Essendo l’uomo un animale diurno, è durante il giorno che si concentrano le sue attività, e l’energia deve essere introdotta solo in questa fase. Da mezzogiorno in poi, ossia quando lo Yang comincia pian piano a cedere il passo allo Yin, gli alimenti devono farsi più “leggeri”, e bisogna evitare del tutto di mangiare di notte.

Tuttavia, i nostri ritmi quotidiani non vanno molto d’accordo con questa filosofia. Spesso la mattina si salta la colazione perché si è di fretta e la cena, a causa degli impegni sociali, diventa il pasto principale.

In questo caso bisognerebbe cercare almeno di cenare il più presto possibile e prediligere alimenti poco manipolati, come zuppe e pesce.

Il concetto di Yin e Yang nell’alimentazione cinese si ritrova anche nella stagionalità. L’uomo deve cercare di nutrirsi di cibi di stagione, poiché freschi e quindi ricchi di jing.

È la natura stessa a provvedere al nostro benessere. I cibi che offre stagionalmente sono proprio ciò di cui noi abbiamo bisogno in quel periodo dell’anno.

Ma oltre al quando e al cosa, è anche importante come manipoliamo il cibo e lo cuciniamo nell’alimentazione cinese.

Ogni metodologia di cottura, infatti, influisce sulle caratteristiche intrinseche dell’alimento, esaltandole o compensandole. Una cottura in padella, ad esempio, esalta lo Yang, mentre una al vapore mantiene la neutralità. Ciò consente di riscaldare o raffreddare l’organismo a seconda dei suoi bisogni.

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