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Il Necessario

Lo sapete che nel mondo ci sono racconti che accomunano tutti? Sì, ma non racconti sciocchi o frivoli…

Ad esempio il Diluvio Universale è raccontato in tutte le culture, da quella indiana fino a quella meso americana!

Praticamente più che di una leggenda biblica, è un dato di fatto realmente accaduto a cui ogni popolazione ha dato un senso nella propria religione!

E così per tantissimi altri racconti….

Anche la conoscenza medico erboristica è uguale in tutto il mondo…da ben prima del commercio globale!

Come se tutti quanti fossimo collegati a una “mega coscienza universale” e in qualche modo è così, ma per ora, non abbiamo ancora parlato di piani e frequenze, quindi passiamo oltre…

C’è solo una cosa che unisce tutte le popolazioni antiche, tranne quella europea….

Un insegnamento che passa dai Maya, ai Cinesi, dalle popolazione pelle rossa agli aborigeni australiani, ma che stranamente non è presente in europa, come se un enorme telo, avesse coperto le nostre menti, da una conoscenza tanto basilare quanto ovvia.

L’insegnamento del concetto di “necessario”.

Detta così può voler dire tutto e dire niente, eppure in un momento storico come quello che stiamo vivendo, invasi dall’immondizia e dal consumo, alla rincorsa del riciclo e alla conversione delle nostre risorse per quella che definiamo la sopravvivenza del pianeta (ci tengo a ricordare che lui sopravviverà anche dopo e senza di noi, siamo noi che ci estingueremo), non è da dare per scontato.

Il concetto di necessario è un concetto che si basa sull’idea che ognuno di noi necessita di un quantitativo limitato e specifico per la propria, non sopravvivenza, ma vita. Tutto il resto è un surplus, che la natura non solo non accetta, ma non contempla.

Ed è palese in qualunque documentario.

La gazzella che viene uccisa dal leone, non è mangiata tutto dallo stesso, ma ciò che rimane, non si spreca! Il leone e il suo branco mangiano il grosso, poi intervengono ieri e sciacalli, infine i rapaci!

Quello che rimane sono solo ossa che ritorneranno a nutrire il terreno.

Fermi qui! Non iniziate con il classico piagnisteo “vedi la natura quanto è perfetta! Siamo esseri orribili! Dobbiamo sparire dal pianeta!”, mentre aprite l’ennesimo pacchetto di sigarette, buttando il mozzicone a terra perchè “non c’è il cestino!” e facendo spazio nella tasca, gettando a terra il fazzoletto che avete usato mezza volta che “tanto è carta! Si deteriora!”

Infatti il “necessario” pur essendo tipico e autogestito in natura, non è sconosciuto agli esseri umani. Le popolazioni orientali lo insegnano da milioni di anni, è intrinseco, in qualche modo nel concetto del Tao. La tua vita e la mia sono collegate. Se muori tu, muoio io. E con “tu” intendono anche la più comune erba.

Ma anche le popolazioni americane lo conoscono molto bene, e forse è proprio in un virtù di tale concetto che si sono fidati dell’”uomo bianco”. Vi immaginate Toro Seduto che fa estinguere i bufali? Di cosa si sarebbero nutriti? Inoltre era popolazioni con territori vasti e ben definiti, ma pur sempre nomadi, sempre per seguire i bufali che sene andavano a zonzo in base al clima.

Le popolazioni Maya, Incas e Azteche, messe alla gogna per la loro crudeltà con i sacrifici umani (non così frequenti quanto ci si immagina, ma per noi già uno è troppo, perchè lo riteniamo assurdo), non abbattevano un albero, senza aver controllato che ne nascesse uno prima. La guerra per i territori di cui spesso li accusiamo, infatti non erano proprio come le intendiamo noi! Ogni tribù, con la propria città, aveva il compito di portare prestigio al luogo di appartenenza, ma le guerre che si facevano erano più simili alle litigate tra vicini che abbiamo oggi, che non alle guerre puniche che ci immaginiamo.

Gli aborigeni cacciano solo ciò di cui si nutriranno, il resto andrà ali animali, nessuna conservazione, nessuno spreco.

Praticamente gli unici “accaparratori seriali” siamo noi. Ed è affascinante vedere come in un modo o nell’altro abbiamo “contagiato” gli altri con questo modus operandi.

Chi pratica yoga, conosce questa lezione a memoria. Se non aiuta il tuo sostentamento e il tuo avanzamento, non ti è utile in alcun modo.

Per questo il senso stesso di possesso e di bisogno cambia totalmente connotazione.

La prossima volta che vi accingete a comprare l’ennesimo cellulare chiedetevi perchè lo state cambiando. Il vostro non funziona più? O è solo perchè “ne uscito uno nuovo”? Quando prendete per la terza volta una porzione di lasagne dalla nonna, che ve le cucina tutte le domeniche è per riempire lo stomaco di nutrimento necessario o perchè altrimenti “vi scappa l’occasione”?

Attenzione! Questo non vuol dire che non si possa esagerare, o concedersi qualche piacevole coccola, ma che questa non debba essere uno stile di vita.

Collezioniamo cellulari e cibo, nella stessa misura in cui ci accaparriamo i vestiti durante i saldi del black friday, perchè la t shirt bianca che abbiamo nell’armadio, si distingue da quella appena comprata per la lieve tonalità che va dal vigorsol, al bianco uovo.

La stessa cosa la applichiamo alle persone. Amici e conoscenti hanno la stessa connotazione, meritano la stessa confidenza, gli stessi racconti, gli stessi privilegi.

Tutto. Pur di non sentirci vuoti, nudi, soli.

Il concetto di “necessario” come avrete capito, non ha tanto a che fare con ciò che ci concediamo, o con lo spreco che creiamo, di cui comunque potremmo fare a meno, ma del dialogo che abbiamo con noi stessi, con le nostre esigenze, con i nostri bisogni.

Non interrogare se stessi sulle proprie esigenze di vita, e come avere fame e andare a letto a dormire. Sicuramente non sentiremo la fame, ma solo finchè dormiremo, o finchè non ci sveglieranno i crampi della stessa! E spesso continuiamo ad andare a tentativi, perdendo tempo nell’affrontare il problema.

“Io di cosa necessito nella mia vita?”

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